lunedì 1 luglio 2013

Sui luoghi del Cammino: SUBIACO

Nel corso del nostro Cammino "virtuale" sul blog, la 10°tappa ci conduce alla nostra prima grande meta: Subiaco. Non prima tuttavia di avere percorso la bella Valle del torrente Giovenzano, costituita da tanti piccoli centri, di cui il più significativo è senz'altro Gerano, con molti spunti di interesse (come il curioso museo delle scatole di latta), ma soprattutto noto per la sua infiorata, la più antica d'Italia; e per la fiera di sant'Anatolia, che richiama zingari da tutt'Europa (si terrà tradizionalmente tra pochi giorni: il 9 e 10 Luglio).

Il Sacro Speco, "Soglia del pardiso"
Subiaco, luogo benedettino di primaria importanza. Non mi dilungherò sull'importanza fondamentale di Subiaco nell'esperienza benedettina: basti dire che è lì che Benedetto vive prima l'esperienza eremitica - tre anni in una grotta, l'attuale Sacro Speco - e poi fonda cenobi: comunità ordinate di monaci. A Subiaco, Benedetto vive trent'anni; a Subiaco, dall'esperienza eremitica nasce l'abate; sempre a Subiaco nascono le prima comunità di monaci, rette da una Regola non ancor scritta (lo sarà qualche anno più tardi, a Montecassino) ma già efficace nel sapere regolare la vita monastica.
San Francesco "vivo"
E le tracce della lunga permanenza di Benedetto a Subiaco sono presenti, tuttora ben visibili. Il Sacro Speco è un luogo di eccezionale bellezza e spiritualità. Una vera "Soglia del Paradiso", come lo definì il Petrarca che ne rimase ammirato.
Vi si recò pellegrino anche Francesco di Assisi: del suo passaggio rimane un affresco che lo ritrae ancora in vita. Emozionante. E che dire della grotta...pensare a quell'uomo che nel ventre della Terra partorisce un ideale, quello della vita benedettina; e sentire che quell'uomo, il santo, è lì ancora presente con il suo Spirito.

E ancora...quanta arte! Due chiese sovrapposte, completamente affrescate da maestranze del Duecento e Trecento: tutto ciò dà un senso di stupore e smarrimento...

Il campanile di Santa Scolastica
Santa Scolastica: il monastero più antico dei tredici fondati da San Benedetto. Un complesso di tanti ambienti diversi per stile ed epoche, in un connubio formidabile! Il suo campanile è unico, anteriore per costruzione a quelli di Roma; e il chiostro cosmatesco un vero gioiello. Di notevole importanza la biblioteca, ricca di 150.000 volumi, e del primo libro stampato in Italia: a partire dal 1465, allievi di Gutenberg, allestirono qui la prima tipografia italiana.
La Rocca Abbaziale - foto di Paolo Sbraga
Per ricordare questo primato, all'interno della Rocca Abbaziale (Rocca dei Borgia) è stato recentemente aperto il Museo della Stampaun percorso multimediale e interattivo che permette di “toccare con mano” macchinari d’epoca, riproduzioni di strumenti medievali, e ripercorrere la storia di quell’industria cittadina, la cartiera, inaugurata da papa Sisto V nel 1587 e rimasta in funzione per oltre quattro secoli. La Rocca Abbaziale è inoltre una splendida testimonianza della grande Storia che ha coinvolto Subiaco: qui vi nacquero Cesare e Lucrezia Borgia.

Le pulitissime acque dell'Aniene
Sarebbe certamente troppo lungo elencare tutti i motivi di interesse di Subiaco. Ai motivi di interesse turistico e religioso, Subiaco associa gli aspetti naturalistici, contornato dall'eccezionale cornice del Parco Regionale dei Monti Simbruini: un'area selvaggia di eccezionale bellezza dove, tempo a disposizione, passeggiate e trekking con meravigliose vedute si sprecano. Il fiume che la lambisce, l'Anienedà la possibilità ai più ardimentosi (neanche tanto, però...) la possibilità di sperimentare un'emozionante discesa in gommone tra le sue acque fresche e pulitissime. Insomma, Subiaco è una grande meta: e dedicarle il giusto tempo per assaporarla, almeno un paio di giorni, è davvero il minimo! Non ne resterete delusi. 

SUBIACO è raggiunta dalla tappa 10 del Cammino di San Benedetto. 
Portale del turismo di Subiaco

IL BLOG RIPRENDERA' IN AUTUNNO, CON I LUOGHI DEL CAMMINO, I VOSTRI DIARI, VIDEO, E TANTE, TANTE NOVITA'! BUON CAMMINO A TUTTI!!!

lunedì 24 giugno 2013

Sui luoghi del Cammino: POZZAGLIA, ORVINIO, MANDELA, VICOVARO.

Cari amici,

Eccoci come di consueto alla carrellata sui "luoghi del Cammino": procedendo secondo l'ordine delle tappe, siamo arrivati alle tappe 8 e 9, che attraversano una splendida area montana, corrispondente ai monti Sabini e alla loro propaggine più meridionale, i Monti Lucretili. Minuscoli centri dove il tempo sembra essersi fermato; luoghi dall'atmosfera magica, dove si percepisce ancora un'ospitalità "vera". 

Pozzaglia Sabina, il primo di questi piccoli centri che s'incontrano salendo dal lago del Turano, è un piccolo paese di montagna a 860 metri di altezza. Un luogo di assoluta pace salito alla ribalta delle cronache quando papa Giovanni paolo II ha canonizzato Sant'Agostina Pietrantoni, nativa di Pozzaglia e patrona degli infermieri. Le sue spoglie sonio contenute dentro un'urna nella piccola chiesa parrocchiale, e nel piccolo centro si può anche visitare la casa della santa, gestita dalle suore della Carità.

Il Piano tra Pozzaglia e Orvinio
Tra Pozzaglia e Orvinio si estende il magnifico Piano, un vasto altopiano che in estate è un vero "mare" d'erba, com'è pieno di fiori colorati, e una natura davvero esuberante. Dovunque, animali al pascolo in uno stato semilibero. Uno scenario davvero suggestivo! Quasi in prossimità di Orvinio, al limitare del Piano, si trova la chiesa di santa Maria del Piano, una stupenda abbazia benedettina che purtroppo versa in totale stato di abbandono.
Orvinio - foto Maurizio Forte
Ciò che resta della chiesa è ormai completamente invaso dalla vegetazione, ma lo splendido campanile romanico è ancora in piedi, e visibile da ogni parte del Piano. Percorrendo l'antica strada percorsa dai monaci dell'abbazia, giungiamo infine a Orvinio, borgo davvero pittoresco e ricco di una storia che la vede legata ai monaci di santa Maria prima; e alle nobili famiglie romane poi. Qui l'aria che si respira è davvero genuina, e basterà un attimo per sentirsi come a casa propria. La tappa 9 attraversa i Monti Lucretili, un'area autenticamente "selvaggia" pur trovandosi, in linea d'aria, ad appena 40 km da Roma (basti dire che l'area è popolata dal lupo appenninico, volpi, cinghiali e una grande varietà di fauna selvatica). A metà tappa, il piccolo borgo di Licenza, presso il quale Mecenate aveva fatto costruire per il grande poeta Orazio una splendida villa, di cui sono ancora visibili i resti. Il resto della tappa, che come la precedente è tutta su sentiero, ci condurrà infine a Mandela, nostro punto tappa, un tranquillo borgo a dominio della Valle dell'Aniene;
"Grotte" benedettine a Vicovaro
da dove, se vorremo, potremo scendere al Convento di san Cosimato, presso Vicovaro, luogo dove la tradizione colloca un famoso episodio della vita di san Benedetto, e dove potremo farci accompagnare da una guida all'interno delle "grotte" benedettine e di un suggestivo acquedotto romano che attraversa la rupe di travertino sulla quale sorge il convento.

POZZAGLIA, ORVINIO, MANDELA, VICOVARO sono raggiunti dalle tappe 8 e 9 del Cammino di San Benedetto. Per approfondire: Il Cammino di San Benedetto - la guida



Santa Maria del Piano 
Sentiero nel Piano
Monti Sabini verso Pozzaglia

Licenza tra i Monti Lucretili

Mandela pittoresco borgo a dominio della valle dell'Aniene

lunedì 17 giugno 2013

Sui luoghi del Cammino: ROCCA SINIBALDA e CASTEL DI TORA. Testimonianze Pellegrine

Cari amici,

In questo periodo stanno arrivando molte e belle "testimonianze pellegrine": alcune di queste sono veramente curiose e simpatiche, come il diario di Cinzia, un'"intrepida" pellegrina bolognese-casertana che ha percorso il Cammino in solitaria tra "avventure e sventure" affrontate con uno spirito veramente sorprendente: una lettura da consigliare!!! LEGGI IL DIARIO DI CINZIA

Molto bella inoltre l'esperienza di Severino e Piero, pellegrini bresciani. L'idea: raccogliere fondi per la comunità "San Giovanni Battista", di cui fanno parte. Come: Si sono fatti finanziare ogni km. percorso (hanno percorso tutti i 310 km di Cammino) in cambio di preghiere che avrebbero fatto in corrispondenza di ogni km. percorso. Efficace e originale, no? Un'esperienza da proporre in comunità simili. IO CAMMINO...TU FINANZI. L'originale esperienza di due pellegrini

Rocca Sinibalda
Nell'ormai consueta carrellata sui luoghi del Cammino, nell'ultimo post eravamo arrivati a Rieti. E da qui ripartiamo con due facili tappe che ci portano a risalire la Valle del Turano, fino al lago del Turano: un magnifico specchio d'acqua creato negli anni '30 del secolo scorso sbarrando il corso del fiume con una diga. Altimetricamente quasi piatta (eccetto una ripida salita finale), la tappa 6 risale la valle del fiume Turano fino al graziosissimo borgo di Rocca Sinibalda. Grazioso e tranquillo, e in posizione molto panoramica a dominio della valle. Storicamente importante, nel medioevo l'imponente castello è stato di proprietà della famiglia Mareri, e qui vi è nata Santa Filippa, prima santa francescana.

Qualcuno della mia età che da ragazzino abbia collezionato francobolli, si ricorderà forse di quel francobollo di quella serie "castelli" da lire 550...eccolo qua. Grande tranquillità e buona cucina, Rocca Sinibalda è una vera delizia! Una succcessiva tappa, semplicissima, ci condurrà a risalire il Turano fino al lago, uno spettacolare specchio d'acqua di un blu intenso dentro al quale si specchiano montagne di 1.500 metri, facenti parte della riserva dei monti Navegna e Cervia. Un'area talmente poco antropizzata (i piccoli paesi che si affacciano sul lago, castel di Tora e Colle di Tora, contano poche centinaia di abitanti) e paesaggisticamente talmente bella, da farne il luogo ideale per chi voglia rilassarsi in mezzo alla natura. Questo territorio presenta scenari suggestivi e di grande fascino: torrenti, fitti boschi, altipiani soleggiati , ne fanno il luogo ideale per passeggiate, giri in mountain bike, canoa, pesca sportiva...Non da ultimo, ci si mette la buona cucina (ma quella è pressochè una costante che vi accompagnerà lungo tutto il Cammino). Castel di Tora è il primo di una serie di "Borghi più belli d'Italia"che incontreremo lungo il Cammino: centri turisticamente "minori" (ma solo per notorietà, non certamente per bellezza) tagliati fuori dai grandi flussi turistici. E che possono essere valorizzati attraverso forme di turismo non invasivo. Il lago del Turano ci incanterà. Certe vedute ci farebbero perfino pensare a un lago alpino, se non fosse per la vegetazione appenninica. Il paese è pittoresco, e vederlo dalla sommità della penisola di Antuni, dove vi sono i ruderi di un antico castello, è uno spettacolo unico. L'unica tentazione è quella di fermarvisi...

Il lago del Turano, visto dalla diga
Castel di Tora, la fontana del Tritone
Turano è...splendide vedute!


ROCCA SINIBALDA, CASTEL DI TORA e IL LAGO DEL TURANO sono raggiunti dalle tappe 6 e 7 del Cammino di San Benedetto. Per approfondire: Il Cammino di San Benedetto - la guida

lunedì 10 giugno 2013

Credenziale n°300! Video pellegrino. RIETI E LA VALLE SANTA


Cari amici,

Ve l'avevo detto che avremmo avuto un Maggio pellegrino! Con cifre da "urlo" per un Cammino che non è Santiago...100 Credenziali spedite in appena un mese! E così fanno 300. Ringrazio Angela per la spola continua da e per l'ufficio postale.

Stanno arrivando delle gran belle testimonianze pellegrine. L'ultima è quella di Gabriele ("Gabri Supertramp" per gli amici), e Angelo, padovani, che hanno percorso le tappe da Subiaco a Montecassino. Un video con splendide immagini, ben montato e da cui sprizza un'energia!!! Bravi pellegrini!


Ecco, e dopo questa bella carica di immagini, se siete rimasti al computer, proseguiamo nella ormai consueta carrellata sui "luoghi del Cammino". Eravamo arrivati a Poggio Bustone. Il Cammino prosegue, attraverso la Valle Santa, fino a Rieti. Questa tappa del Cammino di San Benedetto coincide, pur con percorrenza in senso inverso, con l'ultima tappa del Cammino Di qui passò Francesco.

Scendendo da Poggio Bustone, il primo paese che si incontra nella Valle Santa, è Cantalice. Uno spettacolare mucchio di case antiche addossate al fianco della montagna. Un paese tutto in verticale, contornato da boschi e con un panorama mozzafiato sull'intera Valle Santa.

Cantalice
Panorama della Valle Santa
Cantalice ha dato i natali a San Felice (che, non per nulla si chiama San Felice da Cantalice, e fa pure rima): non molti sanno che Felice da Cantalice è il primo Santo dell'ordine dei Cappuccini! E la sua storia lo vede prendere i voti nientemeno che a Monte San Giovanni Campano, dove arriveremo alla 14°tappa...(che abbia percorso ante litteram il Cammino di San Benedetto?) Delizioso il Santuario di San Felice all'acqua, dove si racconta che Felice abbia compiuto un miracolo. 

Santuario di San Felice all'acqua
Si narra che durante una calda giornata di lavoro, nel luogo dove oggi sorge il santuario, Felice abbia fatto scaturire una sorgente d'acqua fresca. Che ancora oggi sgorga copiosa dalla roccia dissetando e rinfrescando i pellegrini di entrambi i Cammini.

La Foresta
E quattro passi lo separano da un altro magnifico santuario della Valle Santa; La Foresta. Nel 1200 qui si trovava soltanto una minuscola chiesetta, la chiesa di san Fabiano citata nelle Fonti Francescane, e qui si ritirò Francesco in attesa di essere operato agli occhi. Il luogo è delizioso, gestito con amorevole cura dai ragazzi di Mondo X. Un'oasi di pace e tranquillità dove è irresistibile la voglia di fermarsi.
Una lunga discesa ci condurrà infine a Rieti, l'unica città toccata dal Cammino di San Benedetto. Città graziosissima e un po' sorniona, con parecchi motivi d'interesse. Città papale e francescana, ne conserva i ricordi nelle sue chiese e nelle sue piazze. Ma anche città romana: sotto la centralissima via Roma, si trovano infatti i resti del viadotto romano costruito nel III secolo a.C. come conseguenza della conquista romana ed affiancato all'opera di bonifica della piana. La struttura, inglobata nei sotterranei di alcune nobili dimore reatine, è formata da grandiosi fornici costruiti con enormi blocchi squadrati di travertino, a sostegno del piano stradale. "Rieti sotterranea" è visitabile, e ne vale la pena. RIETI SOTTERRANEA VIRTUAL TOUR

Rieti città di chiese medievali e barocche; palazzi di epoca rinascimentale; possenti mura. Ma anche città sul fiume, il Velino, dalle acque fresche e cristalline, luogo ideale per i canoisti, e per chiunque voglia farsi una bella passeggiata rilassante o un pic-nic sul prato.

Rieti da Sant'Antonio al Monte
Rieti: il Velino
RIETI E LA VALLE SANTA sono raggiunti dalla 5°tappa del Cammino di San Benedetto


lunedì 3 giugno 2013

Sui luoghi del Cammino: POGGIO BUSTONE




POGGIO BUSTONE...e subito ti viene in mente Lucio Battisti! Giusto: il grande Lucio era nativo proprio di qui...terra bellissima dai grandi contrasti: dietro, gli estesissimi boschi dei Monti Reatini, con le loro grandiose faggete; davanti, la Valle Santa al cui centro si trovano due bei laghi; più oltre, i monti Sabini. Terra di gente semplice e ospitale; terra intensamente francescana. Ah, quanto Francesco d'Assisi percorse in lungo e in largo la Valle Santa! Nello spazio di pochi chilometri, sono ben quattro i santuari francescani della Valle Santa: due (Poggio Bustone e La Foresta) sono raggiunti dal Cammino di San Benedetto; gli altri due (Fonte Colombo e Greccio) se ne discostano di poco*. Francesco è indissolubilmente legato a Poggio Bustone da un episodio. Si racconta che Francesco, entrando a Poggio Bustone, salutasse i paesani in questo modo: BUONGIORNO, BUONA GENTE! A ricordo di questo episodio, ancora oggi, il 4 Ottobre, festa di San Francesco, il Sindaco va in giro per vie e piazze del paese a salutare allo stesso modo i paesani. Della presenza di San Francesco a Poggio Bustone rimangono il Sacro Speco, una grotta che si apre su uno dei monti che sovrastano il paese, dove Francesco amava sostare a lungo a pregare; e il Convento di San Giacomo, un po' più sotto, edificato intorno alla chiesetta e alle grotte in cui, all'epoca di Francesco, vivevano i frati. Un luogo di grande pace e bellezza, dalla vista panoramicissima. Il paese poi, con una miriade di casupole addossate le une alle altre, è un vero incanto per la sua splendida posizione, a dominio dell'intera Valle Santa. Poggio Bustone...quante EMOZIONI! (Ricordando Lucio). Un luogo che rimane nel cuore. 

Il Santuario di San Giacomo
Poggio Bustone a dominio della Valle Santa

I Monti Reatini

     LE IMMAGINI DI POGGIO BUSTONE ACCOMPAGNATE DALLA MUSICA DI LUCIO BATTISTI

*Avendo un giorno in più di Cammino, da Rieti è possibile raggiungere a piedi Fonte Colombo e Greccio (percorrendo a ritroso il Cammino "Di qui passò Francesco"); una volta a Greccio, prendendo il treno si può fare ritorno a Rieti e di lì proseguire il Cammino. 

POGGIO BUSTONE è raggiunto dalla quarta tappa del Cammino di San Benedetto


lunedì 27 maggio 2013

Sui luoghi del Cammino: LEONESSA

Amici del Cammino,

Vorrei innanzitutto segnalarvi che in Facebook è nato il gruppo aperto del Cammino di San Benedetto
Cammino di San Benedetto - gruppo aperto Uno strumento dei e per i pellegrini: uno spazio aperto in cui scambiare riflessioni, commenti, postare foto, pubblicare video e diari, cercare compagni di Cammino, e molto altro ancora. Insomma, uno strumento perfettamente versatile che va a sostituire la pagina, una vetrina bella ma poco interattiva...Invito tutti gli amici della pagina Facebook che ancora non l'abbiano fatto, a iscriversi al gruppo entro il 15 Giugno, quando la stessa verrà chiusa dopo due anni di glorioso servizio...

Poi mi fa piacere segnalarvi un nuovo diario tra le testimonianze pellegrine. Fabio è milanese, 59 anni; si definisce un "appassionato ciclista e credente", un ciclopellegrino, insomma, e nella vita ha avuto la possibilità di girare molto, in Italia e in Europa, in sella alla sua bicicletta. Fabio è diabetico. In conseguenza di ciò, ha le principali arterie delle gambe chiuse fin dal 1998, e muscoli sofferenti sotto sforzo perché le circolazioni collaterali sono insufficienti. Negli ultimi anni si è limitato a brevi giri in bici intorno a casa sua: lungo le salite le gambe gli fanno spesso male, così da dover scendere e salire a piedi. A Gennaio, Fabio mi scrive spiegandomi la sua situazione fisica e chiedendomi consigli per affrontare il Cammino in bicicletta. Gli suggerisco di affrontare il Cammino a piedi e con la dovuta calma; ma Fabio è un "irriducibile", e fatte le dovute considerazioni, decide di partire in bicicletta.
Pochi giorni fa, Fabio mi ha scritto una mail raccontandomi com'è andato il Cammino. Fabio è arrivato fin dove le sue gambe glielo hanno consentito: "mi è rimasto un groppo in gola per quel pezzo che non ho visto: ci ritornerò, magari con Stefano, mio collega che è rimasto molto stupito di quello che ho fatto, da solo. Ci vuole un sacco di coraggio dice lui, ma a me non sembra…" Una magnifica testimonianza per tutti coloro che si impongono limiti! LEGGI IL DIARIO DI FABIO

E torniamo ai luoghi del Cammino. Eravamo rimasti a Monteleone di Spoleto. Proseguendo lungo la terza tappa, percorriamo un magnifico altopiano, coltivato a farro e a patate, e con animali al pascolo, per giungere a Leonessa, un vero gioiello di cittadina, con caratteristiche davvero uniche. 


Situata intorno ai mille metri di altezza, Leonessa fu fondata nel 1278 da Carlo d’Angiò per rafforzare il confine settentrionale del suo Regno di Napoli. Nel XVI secolo, Carlo V la concesse in feudo a sua figlia Margherita d’Austria: è in questo periodo che Leonessa conosce un enorme sviluppo culturale ed economico grazie alla lavorazione e al commercio della lana.

Così, a Leonessa rimaniamo affascinati da una cittadina medievale su cui sorge una città rinascimentale. Non basta. All'importanza storica e alle bellezze artistiche di Leonessa (numerose le chiese, tra cui il Santuario di San Giuseppe da Leonessa, santo cappuccino), si aggiunge la straordinaria collocazione geografica, proprio ai piedi dei Monti Reatini. Una fitta rete di sentieri si diparte da Leonessa, attraverso boschi ombrosi e sconfinati che d'autunno formano una mirabile tavolozza di colori. Leonessa è un posto che affascina. Anche per l'ottima gastronomia, comprendente salumi, paste, minestre, e uno svariato uso dei prodotti tipici, tra cui farro, tartufi, patate. E per il FolkloreNell'ultima settimana di Giugno vi si tiene il celebre "Palio del Velluto", che per una settimana fa rivivere a Leonessa l'atmosfera del Cinquecento. Il secondo fine settimana di Ottobre si tiene inoltre l'ormai tradizionale sagra della patata leonessana, il suo prodotto tipico più famoso. 

INFO LEONESSA
Ogni motivo è buono per andare a Leonessa: ma se ci vai attraverso il Cammino è addirittura ottimo!
LEONESSA è raggiunta dalla terza tappa del Cammino di San Benedetto

lunedì 20 maggio 2013

Sui luoghi del Cammino: MONTELEONE DI SPOLETO

L'arcadia d'Italia (clicca per vedere il video)

Un borgo circondato da monti...
Questo è quello che mi viene da pensare ogni volta che mi ritrovo nei pressi di quel delizioso borgo che è Monteleone di Spoleto. Una natura troppo bella per essere vera: pascoli di un verde che stordisce, ritmi ancestrali, gente genuina. Tutto qui, è all'insegna della genuità. A partire dai cibi casarecci, per arrivare alla gente, di cordialità e semplicità tali che ti fanno sentire proprio bene. Insomma, un luogo dove ti fermeresti volentieri! Il borgo, dall'impianto medievale, sorge sopra un poggio a quasi 1.000 metri di altezza, in posizione panoramica sulla valle del Corno. Alle spalle ha un notevole passato storico, posta la sua ubicazione su antiche vie di comunicazione, al confine tra Stato pontificio e Regno di Napoli: memoria di questo confine rimane tuttora nei cippi posti sulle cordonate antistanti la Porta dell’Orologio

Nebbia mattutina 
Monteleone, Chiesa di Santa Caterina
Torre dell'Orologio, macine, cippo di confine
Veramente interessanti sono la chiesa e il convento di San Francesco, al cui interno è possibile ammirare una copia della famosa biga, un carro da parata in legno di noce, rivestito di lamine di bronzo dorato, rinvenuta nel 1902 a Colle del Capitano, quasi subito trafugata negli Stati Uniti, e dal 1903 esposta al Metropolitan Museum di New York. Il territorio monteleonese è anche rinomato per la produzione del farro di Monteleone dop, utile per preparare zuppe o piatti in brodo, ma anche pasta, biscotti, dolci e tante altre ghiottonerie! Ingrediente base di molte preparazioni gastronomiche in epoca romana, il farro cadde in disuso con l'avvento del grano, per essere poi riscoperto per le sue notevoli proprietà nutrizionali.  Il Farro monteleonese viene "celebrato" durante la sagra del Farro, che si tiene ogni anno il 18 Agosto. Numerose, suggestive e, spesso, gustose, sono anche le altre feste monteleonesi. Il 16 Agosto si tiene la sagra degli "strascinati", piatto tipico costituito da pasta corta condita con pecorino, uovo e salsiccia. Parallelamente si svolge una rievocazione storica con gara di tiro con l'arco e altre prove di destrezza, da parte di esponenti dei tre terzieri di Monteleone. Il 17 Gennaio si celebra la suggestiva Festa di Sant'Antonio Abate. La prima Domenica di Settembre si festeggia la Madonna della Misericordia.  Il 9 Dicembre si festeggia infine il Focone della Venuta: un falò, che spesso arde per due giorni, preparato dall'intera popolazione monteleonese fra canti sacri, per celebrare la venuta della Madonna.  

Panorama Monteleonese....l'Arcadia d'Italia!
MONTELEONE DI SPOLETO è raggiunto dalla seconda tappa del Cammino di San Benedetto